Giovani e lavoro in provincia di Bergamo, la ricerca dell’istituto Ires Morosini

Nel 2018, il tasso di disoccupazione giovanile (15-29 anni) in provincia di Bergamo è più basso della media regionale (il
12% rispetto al 15%) e di tutte le altre province lombarde, con esclusione di Brescia (11,3%). Disaggregando la
disoccupazione giovanile per genere, l’11,1% è il tasso che riguarda le donne, il 12,6% è relativo agli uomini, percentuali
che capovolgono le statistiche rilevate per tutta la popolazione in età lavorativa, con il tasso di disoccupazione femminile
più elevato (5,9%) rispetto al dato degli uomini (4,9%). Va tuttavia rilevato che l’indice disoccupazione risulta in sensibile
crescita rispetto al 2017 (dal 10,1% al 12%), l’anno forte della ripresa, in controtendenza con quanto avvenuto nella
maggior parte delle province (7). Il dato appare riconducibile, almeno in parte, al disallineamento che nel 2017/2018 si
registra tra il tasso di attività e quello di occupazione. Il primo, che calcola la quota di giovani occupati e in cerca di
lavoro, è aumentato dell’1,2%, con conseguente entrata nel mercato del lavoro di giovani precedentemente scoraggiati e
più fiduciosi rispetto al passato; il tasso di occupazione è invece rimasto sostanzialmente stabile.
Un aspetto interessante riguarda la lettura dei dati di medio-lungo periodo. Il tasso di occupazione dei giovani (15-29
anni) bergamaschi si è ridotto dal 2004 al 2018 di ben 20 punti percentuali, la più sensibile diminuzione rilevata in
Lombardia, con l’eccezione di Mantova. Sarebbe interessante approfondire sia i motivi sia – soprattutto – le conseguenze
del fenomeno rilevato. Per far ciò sarebbe necessario anche incrociare i dati sull’occupazione con quelli relativi alla
scolarità dei giovani.
Leggi tutta la rielaborazione di dati ISTAT a cura di Francesco Montemurro e dell’Istituto Ires-Morosini
Leggi l’articolo dell’Eco di Bergamo